Pubblicato da: iltabe | ottobre 28, 2008

Hide & Seek, il sole

Hide & Seek, il sole.

Imogen Heap – Hide&Seek

Sei ingiusta, vita.
Non puoi impormi di diventare sempre più me stesso.
Mi poni ostacoli, difficoltà, Mi togli le gioie,
per poi confermarmi che vado bene così, come sono.
A che scopo questo?
Non puoi impormi di essere sempre più me stesso.

La Tua grande mano mi penetra,
Afferri le mie viscere e,
lentamente,
mi svuoti,
trascinando tutto quello che possiedo
attraverso la gola,
fuori.

Una mongolfiera che pulsa:
si gonfia, poi
si asciuga
risucchiata in un sottovuoto delirante.
E’ in aria, nel cielo
ma con il sole coperto.
Non riesce a volare
se non rallentare l’inevitabile

caduta.

Non ho più occhi per guardare il cielo,
Eppure
Avverto quella pesante nuvola coprirmi la luce.
Fa freddo
ed io mi aspetto soltanto
che piova.

Gianluca
18-1o-2oo8

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Responses

  1. Indegna vecchio, anche se sai come sono io.
    Accetto più volentieri le cose che si pongono in prospettiva migliore; preferisco vedere nuvole che so che spariranno, non cielo azzurro che so che si oscurerà.
    Allo stesso tempo son convinto che un Uomo venga fuori nei momenti di difficoltà, che cresca nei momenti di difficoltà.
    Son bravi tutti ad essere felici quando tutto gira, ma sono in pochi a metter da parte quella felicità per momenti migliori; per poi ripescarla quando si è immersi in un lago triste.
    Son bravi tutti ad abbattersi di più,
    è la strada e la via più semplice e meno faticosa.
    Torneranno a gioire anche loro, per carità, ma non sarà gioia interiore nel senso di “costruita dall’interno”; sarà gioia condizionata dagli eventi esterni. Saranno persone sempre esposte alle circostanze esterne: se fuori piove, piangono lacrime amare; se fuori c’è il sole sono pronte a sorriderti.
    Sono specchi, senza un dietro, senza un dentro.
    Sono l’espressione umana di ciò che è la natura.
    Te la rappresentano in faccia senza immergerla nella loro anima.
    Senza darle il loro colore.
    Sono ottimi osservatori, che non commentano.
    Sono ottimi critici, ma che non danno un’alternativa.
    Ed infine sono ottime persone, ma senza sapore; o meglio con un sapore non loro caratteristico, che ritroverai in altri miliardi di uomini e di oggetti.
    Non ti parlano, loro.
    C’è qualcuno che parla al loro posto.
    La loro voce è troppo timida per farsi sentire: aspettano che soffi il vento per potere urlare e non essere sentiti da nessuno se non da loro stessi, che nella vita, hanno sentito solo loro o altri
    per ammirarli ma senza dirlo,
    per stimarli ma senza farlo vedere,
    per invidiarli ma senza farsi notare.
    Sono nascosti dietro il loro stesso specchio
    che però, dietro, solo il nulla ha.

    Francesco


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