Pubblicato da: iltabe | agosto 25, 2009

il Pallottoliere fortunato

Pallottoliere: Rebus

…ed io no.
O meglio si?: sono un uomo di parola?
Certo che sono un uomo di parola, per chi mi avete preso?
..è solo che ogni tanto mi prendo qualche libertà da scrittore imbecille:
tipo una licenza poetica andata male, adatta solo ai poveracci senza una lira, con poco spirito di sopravvivenza e tante morali a cui attaccarsi per vivere.
Ho dato la mia parola per amore,
mi sono concesso una licenza poetica per commozione.

Avete mai guardato negli occhi una persona a voi cara sdraiata in un letto d’ospedale?
Mentre odori intensi e pungenti ti trapassano il cervello, mentre suoni ripetitivi
e angoscianti ti disorientano e ti stancano dopo solo un minuto?
Anni di incondizionato amore ti pervadono con un semplice sguardo.
Compassione ed aiuto.
Quell’affetto stanco tanto forte quanto vero.
Quel sentimento che uccide anche la morte,
oltre.

Ti ho visto invecchiata e moribonda.
E mi sono innamorato di te, ancora.
E ad un tratto sono vecchio anche io, tra i fiori i campi e i fiumi. Tra la città e la campagna. Tra la macchina e il cane. Tra la casa, la nostra casa e l’ospedale. Tra i figli i poeti le fotografie.
Tra le cose e l’anima, la vita e la morte.
Mi sono visto con te,
ovunque e persempre.

..e mi vengono in mente gli errori. Troppi errori, o meglio, troppo ripetuti. Vorrei tornare indietro, ora che ti ho lontana, per redimermi, cancellare l’orgoglio e improntare le discussioni in un’altra maniera. Ora che sono lontanto vorrei essere riuscito a farti stare meglio prima.
Poi, d’un tratto, la soluzione. Annodata ed appesa tra le parole di un libro segreto, scritto più di 100 anni fà.
Quanto è bello sapere di essere vivo all’interno di un aforisma d’altri tempi, dedicato ad un lontano progetto di vite e di anime; rinato per me, oggi, come se il grande pallottoliere avesse una determinata sequenza di numeri, una combinazione precisa.
E non fortuite estrazioni dedite al caso.

Ti aspetto,
Ti amo.

“E’ importante rimproverare e correggere chi commette errori. Questo atto è la manifestazione della compassione e il primo dovere del samurai.
Ma è necessario sforzarsi di farlo nel modo corretto. In effetti è facile trovare qualità e imperfezioni nella condotta di un’altra persona così come criticarla. Molti s’immaginano che sia un atto di gentilezza dire agli altri ciò che essi non desiderano sentire e, se le critiche non sono ben accolte, li considerano irrecuperabili. Un simile modo di pensare è irragionevole e dà gli stessi risultati negativi che derivano dal mettere intenzionalmente qualcuno in imbarazzo o dall’insultarlo. Spesso è solo un cattivo modo di liberarsi la cosicenza.
Prima di esprimere una critica si deve essere certi che la persona sia disposta ad accettarla ed è necessario esserle diventati amici, aver condiviso i suoi interessi ed essersi comportati in un modo tale da ottenere la sua piena fiducia così che presti fede alle nostre parole. Poi è necessario il tatto: bisogna scegliere il momento opportuno e il modo appropriato di formulare la critica, magari con una lettera o dopo un incontro particolarmente piacevole, parlando prima dei propri difetti per condurre poi l’interlocutore a comprendere, senza sprecare più parole di quante siano necessarie.
Occorre lodare i suoi meriti, sforzarsi di incoraggialo, fargli assumore l’umore giusto, renderlo desideroso di osservazioni come l’assetato lo è dell’acqua: a quel punto bisogna correggere i suoi errori.
La critica costruttiva è una questione delicata.
So per esperienza che le abitudini cattive radicate sono difficili da estirpare. Mi sembra che la compassione autentica consista, per tutti i samurai al servizio di un daimio, nell’essere benevoli e amichevoli gli uni verso gli altri, nel correggere reciprocamente gli errori per servire meglio insieme il daimio. Mettendo in imbarazzo volontariamente qualcuno non si compie nulla di costruttivo. D’altronde, come potrebbe essere altrimenti?”
(I, 14)
yamamoto tsunetomo – hagakure

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Responses

  1. A volte mi capita di ritornare qui, dove c’è una parte di te che non scappa mai..
    e di rileggere parole che so essere state scritte solo per me.
    Ti voglio tanto bene

    ovunque e persempre

  2. Copio e Incollo.
    Ci fa solo bene rileggerlo.

    “Occorre lodare i suoi meriti, sforzarsi di incoraggialo, fargli assumore l’umore giusto, renderlo desideroso di osservazioni come l’assetato lo è dell’acqua: a quel punto bisogna correggere i suoi errori.
    La critica costruttiva è una questione delicata.”

  3. Ci fa solo bene rileggerlo, hai proprio ragione.


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