Pubblicato da: iltabe | settembre 28, 2012

Le parole

Parole..parole che volano
♪♪
I don’t wanna be your friend
I just wanna be your lover
No matter how it ends
No matter how it starts

Forget about your house of cards
And I’ll do mine
Forget about your house of cards
And I’ll do mine

Fall off the table,
And get swept under
Denial, denial

The infrastructure will collapse
Voltage spikes
Throw your keys in the bowl
Kiss your husband ‘good night’

Forget about your house of cards
And I’ll do mine
Forget about your house of cards
And I’ll do mine

Fall off the table,
And get swept under

Denial, denial
Denial, denial

Your ears are burning
Denial, denial
Your ears should be burning
Denial, denial
♪♪

Radiohead – House of cards

È incredibile capovolgere un sistema e rendersi conto di quanto tutto possa rimanere estremamente coerente e veritiero.
Non c’è nulla di più equivocabile delle parole.
Parole sole, senza gesti, senza tono e senza sguardi: parole da interpretare.
C’è chi, su questa interpretazione, ha basato gran parte della propria vita, sfumando arricchendo e colorando. La loro forza stava nel poter significare qualcosa di specifico, e qualcosa di incredibilmente diverso per chiunque altro.
Possiamo costruire un mondo dietro ad una frase, anzi: dieci cento centomila mondi.
Ma tu sei pronto ad accogliere quel mondo? L’interpretazione è fortemente collegata a quello che provi. Emozioni e paure stirano e capovolgono quel messaggio; talvolta in bene, talvolta in male.

Sono solo castelli di carte, dicevano.
Ben saldi sulla polverosa moquette.
Aggiungi un unico tassello, un’ultima carta, cara!
Ma sei rapida e sbadata,
Ben intenzionata ma pur sempre incauta.
..e tutto frana sotto l’azione di un unica parola
detta o mancata.

Così io scrivo dedico e paleso.
..e aspetto.
Se manca l’ultima carta il castello trema. Regge per un pò, poco. Crolla.
Se aggiungi una carta a modo tuo, crolla comunque, non sempre ma spesso.

Impariamo ad accogliere quello che ci viene dato sintonizzando la frequenza del mittente e non quella delle aspettative.
Impariamo a dare e dedicare non unicamente focalizzati su di noi, bensì con un occhio sempre puntato su chi accoglie.
Siate strabici,
strabici amanti.

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